Per una Repubblica libera dalla guerra. Incontro a Roma delle associazioni cattoliche


Un incontro per chiedere soluzioni possibili, alternative all’uso della forza per risolvere le questioni internazionali. Perché si pongano i presupposti per una strada verso il disarmo. E perché la parola “pace” non venga dimenticata dal discorso pubblico o peggio venga lasciata alla sola retorica.

In un momento in cui si fa sempre più minaccioso lo spettro della guerra in Europa, con la crisi russo-ucraina che vede già i primi morti e i primi sfollati, è questo il senso dell’appuntamento che si terrà sabato 26 febbraio a Roma – presso la Domus Mariae dalle 10 alle 13 – dal titolo “Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari”.

A organizzarlo sono Azione Cattolica, Acli, Movimento dei Focolari, Comunità Papa Giovanni XXIII e Pax Christi e sarà possibile seguirlo sul canale YouTube dell’Ac nazionale.

« L’iniziativa – spiegano in una nota gli organizzatori –  si collega idealmente con lo storico evento che in contemporanea vedrà riuniti a Firenze vescovi e sindaci del Mediterraneo nel segno della profezia di pace di Giorgio La Pira, che invitava “a trasformare le armi distruttive in strumenti edificatori di pace e di civiltà” e ad “abbattere i muri per costruire ponti».

L’incontro di sabato 26 febbraio alla Domus Mariae a Roma vedrà il saluto iniziale del Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano. Seguiranno gli interventi di mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti e presidente nazionale di Pax Christi; di Maria Bianco, del Coordinamento delle teologhe italiane; e di Maurizio Simoncelli dell’Archivio Disarmo di Roma. Interverranno poi diversi responsabili di associazioni e realtà del mondo cattolico italiano, per rinnovare il proprio impegno per dire NO alla guerra e alle bombe nucleari. Un impegno che raccoglie l’appello di San Giovanni Paolo II il quale nel 1990 gridò: “Mai più la guerra, avventura senza ritorno!”. Un appello che ricordava a tutti l’accorato discorso di San Paolo VI all’ONU, il 4 ottobre 1965: “Non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!”

« Ed è preoccupante – sottolinea la nota – proprio l’assenza delle Nazioni Unite in questi giorni, sia nell’opera diplomatica per scongiurare un conflitto sia nella presenza sul terreno come forza di mediazione e di pace».

La mattinata di riflessioni e approfondimento si concluderà poi con un’iniziativa concreta. Al termine dell’incontro verrà rilanciato l’invito al Governo e al Parlamento italiano ad affrontare la questione dell’adesione al Trattato di proibizione delle armi nucleari come richiesto dalla società civile con la campagna “Italia ripensaci”.

 


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